2 ottobre 2019

INDISPENSABILE COME L’OSSIGENO

Cari sostenitori,

anche a voi sarà capitato almeno una volta nella vita di dovervi recare al pronto soccorso dell’ospedale più vicino per un’emergenza o per accompagnare qualche parente o amico che stava male. Mi auguro però che a nessuno di voi sia mai capitato di non poter ricevere le medicine o i trattamenti necessari perché in quel momento l’ospedale ne era sprovvisto.

Purtroppo la storia di Antonio parla anche di questo.

Quando è stato portato nel pronto soccorso di Beira era ancora buio pesto. Era incosciente dalla sera prima, aveva aspirato secrezioni e presentava tutti i sintomi della Tubercolosi e di una polmonite aspirativa. Dovevamo fornirgli dell’ossigeno in fretta, ma l’unico concentratore disponibile in quel momento aveva il manometro rotto.

Fortunatamente, quella stessa mattina sono arrivati dalla sede di Bruxelles due concentratori di ossigeno che Armando ha portato subito in ospedale. Potevamo finalmente dare ad Antonio le cure di cui aveva bisogno e proseguire con gli accertamenti.

Dalle analisi è risultato positivo alla meningite criptococcica, una specie di fungo celebrale, il cui trattamento richiede dei farmaci specifici forniti da noi di MSF perché, in un Paese in via di sviluppo come il Mozambico, sono molto difficili da reperire.

È qui che entrate in campo voi sostenitori.
Anche se sono molti anni che faccio questo mestiere è difficile abituarsi a quell’iniziale senso di scoraggiamento nel constatare che spesso mancano proprio i farmaci e gli strumenti di base per cercare di curare i pazienti.

Il vostro sostegno è un pilastro immancabile in questo delicato equilibrio. Siete voi che fate arrivare qui a Beira l’ossigeno per Antonio e gli altri pazienti. Senza di voi non potrebbero esserci farmaci e metodiche essenziali per salvare loro la vita.

Grazie per essere sempre al nostro fianco!

Un abbraccio,
Elena


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