11 febbraio 2020

IL PRIMO OSTACOLO

Cari sostenitori,

siamo quasi agli sgoccioli della nostra missione in Mozambico e ci tenevo a mostrarvi un altro aspetto del nostro lavoro che svolgiamo nei piccoli centri di salute sparsi per la capitale. Oggi vi porto con me nel quartiere di Mughava, in uno dei centri che supportiamo.

È proprio in strutture come queste che riusciamo a prenderci cura dei pazienti che non hanno bisogno di recarsi in ospedale per i trattamenti, ma per i quali è importante accertarsi che la terapia per l’HIV stia proseguendo correttamente.

Quando arriviamo Anna, il nostro medico di riferimento, sta visitando proprio una nostra paziente, che non riprendiamo in volto per motivi di privacy. È giovanissima, ha solo 26 anni ed è una madre sola di due figli.

Cerchiamo di conoscere la sua storia, le sue abitudini, con quanta frequenza e assiduità riesce a prendere le medicine che le abbiamo prescritto. Tutte queste informazioni sono fondamentali per assicurarsi che la sua terapia sia davvero efficace.
Alla fine della visita ci racconta che il suo unico desiderio è riuscire a star bene per continuare a far crescere i suoi figli e poterli mandare a scuola. Sa bene che niente di tutto questo sarebbe possibile senza le giuste medicine per curarsi.

Qui in Mozambico, dove la mortalità dei pazienti con HIV è tra le più alte al mondo, il primo ostacolo è proprio il mancato accesso ai farmaci. Per questo, parte del nostro lavoro, consiste nel batterci ogni giorno affinché i nostri beneficiari abbiano accesso a cure di qualità e gratuite in grado di salvare loro la vita.

Non potremmo riuscirci senza il vostro sostegno, ancora una volta siete voi il cuore pulsante che ci permette di raggiungere e curare sempre più pazienti colpiti dal virus dell’HIV.

Grazie di cuore per essere sempre al nostro fianco,
Armando


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