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Repubblica Democratica del Congo

2017 Una nazione esposta a tutto.

Decenni di conflitto, guerra civile, mancanza di investimenti nel sistema sanitario e violenza continua si traducono in difficoltà estreme. Nel 2016 è stata valutata come una delle otto nazioni più fragili e rischiose al mondo, in cui 64 persone su 100 vivono sotto la soglia della povertà; si trova ad affrontare crisi di ogni tipo, dagli attacchi di gruppi armati ai disastri naturali, dalle epidemie di malaria e colera alla malnutrizione.

La Repubblica Democratica del Congo registra un altissimo livello di mortalità infantile e un’ aspettativa di vita molto bassa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la metà della popolazione muore prima di compiere il quindicesimo anno di vita.

L’accesso alle cure

La mancanza di mezzi di trasporto e infrastrutture sono tra le più grandi cause dello scarso accesso alle cure. Mentre l’80% delle popolazioni vive in aree rurali, infatti, la quasi totalità delle strutture sanitarie è localizzata nelle aree urbane. In questo contesto, anche malattie banali o un parto possono mettere a rischio la vita, mentre vere e proprie situazioni di emergenza in luoghi lontani dai centri si trasformano in sentenze di morte.

Il progetto MSF nella Repubblica Democratica del Congo

Medici Senza Frontiere è presente nel paese dal 1981 con numerose missioni. Baraka, il primo progetto aperto da MSF nel Sud Kivu, è stato avviato nel 2003. L’obiettivo di MSF qui è di rafforzare l’assistenza sanitaria attraverso il sostegno di tre centri sanitari, 15 presidi di salute di base strettamente connessi alle comunità e un ospedale generale di riferimento.

La prima causa di mortalità è la malaria: l’anno scorso 270.000 persone hanno ricevuto il trattamento. Nel 2016 sono state curate quasi mezzo milione di persone e nell’ospedale di Baraka MSF ha gestito 17.000 ricoveri, di cui la metà per malaria.

Di fonte al sovraffollamento dell’ospedale con picchi di 3 o 4 bambini ricoverati sullo stesso letto, MSF ha deciso di aprire una tenso-struttura di 100 letti. Questa funge da estensione dell’ospedale durante i mesi dell’epidemia della malaria.

Questo intervento e il trattamento tempestivo delle malattie pediatriche nei centri sanitari e nei presidi comunitari hanno contribuito a ridurre la mortalità dal 10 al 2,5% nell’arco di due anni.

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