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Afghanistan

La guerra non è mai finita
L’Afghanistan è un paese ancora in guerra, a tutti gli effetti. Lo è dal 1979, da quando l’esercito Russo invase il paese, con conseguenze disastrose su ogni fronte, soprattutto sul sistema sanitario: uno dei peggiori al mondo.

Kabul, la capitale, ha una popolazione totale di 5 milioni di abitanti: 40.000 sono rifugiati in condizioni di vita precarie e senza accesso a beni primari come l’acqua. I livelli di mortalità infantile sono preoccupanti. Una delle maggiori cause è la malnutrizione.

 

La malnutrizione
Non è sempre la mancanza di cibo la causa della malnutrizione, una vera e propria patologia che in Afghanistan colpisce moltissimi bambini, soprattutto sotto i 5 anni di età. I problemi legati alla maternità e al contesto bellico (oltre 2 milioni di afghani soffrono di problemi mentali come depressione, schizofrenia e disordini bipolari, anche legati a traumi di guerra) possono infatti portare molte madri a non stabilire con i figli il legame emotivo necessario ad assicurarne la sussistenza. La malnutrizione può essere curata con la somministrazione di cibo terapeutico.

 

Dove operiamo in Afghanistan
L’Afghanistan ha uno dei peggiori indicatori di salute al mondo ed è ancora uno dei paesi più pericolosi per una donna incinta o un bambino. MSF ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1980 per far sì che la popolazione abbia un accesso migliore a un’assistenza sanitaria gratuita e di qualità in alcune delle aree maggiormente colpite dal conflitto.
La maggior parte degli afghani, infatti, non può permettersi di recarsi in cliniche private e molti ospedali pubblici registrano mancanza di personale e un carico eccessivo di lavoro. Molte cliniche nelle aree rurali sono carenti, poiché il personale medico qualificato ha lasciato le zone insicure, e la fornitura di farmaci affidabili e materiale sanitario non è regolare o è completamente assente.
MSF supporta il Ministero della Salute Pubblica nell’ospedale Ahmad Shah Baba nella parte orientale di Kabul, il reparto maternità di Dasht-e-Barchi nella parte occidentale di Kabul e l’ospedale di Boost, a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand. A Khost, nella parte orientale del paese, MSF gestisce un ospedale materno-infantile.
L’ospedale traumatologico di MSF a Kunduz, in Afghanistan, forniva assistenza chirurgica gratuita ma nella notte del 3 ottobre è stato colpito da pesanti bombardamenti statunitensi. La terapia intensiva, il pronto soccorso e il reparto di fisioterapia sono stati distrutti. Le vittime accertate sono attualmente 42. In nome dei nostri colleghi e pazienti uccisi e feriti, e per tutti gli operatori e pazienti nel mondo, MSF ha chiesto l’avvio di un’indagine internazionale indipendente su quanto accaduto.
Per i suoi progetti in Afghanistan MSF riceve solo finanziamenti privati e non accetta denaro dai governi.

Il progetto di Ahmad Shah Baba, Kabul
Il numero di abitanti a Kabul è cresciuto significativamente come conseguenza della migrazione, dello sfollamento e del rimpatrio. Nella parte est della città, MSF ha trasformato l’ospedale Ahmad Shah Baba in una struttura distrettuale affidabile, e ha formato il personale afghano del Ministero della Salute e di MSF così che possa fornire servizi di emergenza e di maternità 24 ore su 24.
Gli operatori MSF aiutano molte donne a partorire senza complicazioni, curano i bambini affetti da malnutrizione, tubercolosi, diarrea, infezioni dell’apparato respiratorio e altre patologie diffuse e spesso causa di morte.

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