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Simone e Giulia | Costruttore/Acqua e igiene

“Ciao, mi chiamo Simone e nonostante sia un ingegnere edile, e non un medico, ho deciso di mettere la mia professionalità a disposizione di persone più deboli o semplicemente più sfortunate di me!”

Il percorso di Simone inizia nel 2011, quando decide di frequentare un master in pianificazione, progettazione e gestione ospedaliera. Inizia poi a lavorare per un ospedale privato italiano fino a quando decide di intraprendere un’avventura completamente differente e firma un contratto con una ONG Italiana per 24 mesi a Khartoum, in Sudan, ricoprendo diversi ruoli: dal supporto generale agli espatriati fino alle manutenzioni e riabilitazioni dell’ospedale.

Nel 2015 decide di candidarsi per Medici Senza Frontiere con l’obiettivo di contribuire nel settore delle costruzioni, per far sì che le sue conoscenze e esperienze professionali abbiano un impatto diretto sulle attività sul campo.

E così parte per la Sierra Leone nel 2016 e, a distanza di 2 anni, è ancora lì: Simone fa parte del team di costruzione di un ospedale pediatrico e materno-infantile, con l’obiettivo di contribuire alla diminuzione del tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni e delle gestanti tra i più alti al mondo.

“Ho avuto la fortuna di partecipare a tutto il processo progettuale dall’idea dell’ospedale, all’identificazione del terreno, dalla strategia di progetto al disegno delle strutture…Per me è un sogno, “il mio sogno”, che si avvera.”

Giulia è ingegnera ambientale e ha lavorato nel campo dell’acqua e igiene in America Latina e in Africa. Nel 2016 vede con i propri occhi l’azione di MSF nella desolazione dei campi di rifugiati di Idomeni, in Grecia, e da allora decide inesorabilmente di farne parte. Da allora collabora con Medici Senza Frontiere e ha partecipato dapprima alla campagna di vaccinazione contro la febbre gialla in Congo, poi all’intervento d’emergenza dopo l’uragano Matthew a Haiti, per limitare la diffusione del colera tra le vittime di quel disastro naturale. L’anno successivo si occupa dell’approvvigionamento idrico delle strutture sanitarie in Nord Kivu, regione prostrata da decenni di conflitto e da continui spostamenti di popolazione a causa degli scontri tra i gruppi armati che controllano il territorio.

Ora si trova in Sierra Leone, per collaborare nella costruzione del nuovo ospedale, che sarà dotato di tutte le attrezzature necessarie a far fronte all’eventuale diffondersi di epidemie di malattie infettive come l’ebola, che ha colpito pesantemente il paese tra il 2014 e il 2015, o la febbre di Lassa. Giulia si occupa dell’approvvigionamento di acqua potabile, della gestione dei reflui e dei rifiuti sanitari che saranno prodotti dalla struttura una volta in funzione.

“Il motivo per cui parto in missione con MSF è che non riesco a stare tranquilla a casa mia in Europa con l’idea che ci sono un sacco di persone che non hanno assolutamente niente di tutto quello che noi abbiamo”.

Sierra Leone -

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