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DONA ORA
25 novembre 2013

Una nuova sfida

Carissimi amici,
Siamo alle porte di una nuova impresa qui nelle province più remote, Sepik Est, dove migliaia di persone vivono lontane da strutture sanitarie.

Per raggiungere un ospedale bisogna attraversare la giungla su strade tortuose o navigare in canoa per ore su fiumi troppo lunghi e vasti.

Il nostro primo giorno in questa nuova regione è iniziato con un volo d’aereo su un mare livido e sotto un cielo gonfio di pioggia.  In questa prima giornata cerco di capire come stanno le cose e discuto con la responsabile di una piccola clinica sulla collina. Mentre sono lì, si viene a sedere accanto a noi una donna sulla quarantina.

Gli occhi chiusi e una smorfia rassegnata sul viso, appoggia sulla mano ossuta una fronte che altrimenti le crollerebbe in grembo. Chiedo spiegazioni e l’infermiera mi racconta che è appena rinvenuta dallo svenimento causatole dal colpo di una pietra sulla schiena, effetto della furia di un marito ubriaco questa mattina.

Lasciata la clinica, sulla strada verso l’ospedale, ripenso al pianto silenzioso di quella donna, a quel suo volto intontito dalla violenza.  Penso anche che in questa regione così vasta di comunità isolate, tante altre donne come lei, ragazzine, bambini subiscono la stessa violenza ogni giorno ma non hanno lo stesso accesso a strutture mediche.  Come mi ha spiegato l’infermiera, i villaggi che si trovano al di là del grande fiume Sepik, uno dei più grandi del mondo, sono tagliati da quasi ogni accesso a cure mediche.

Dobbiamo fare qualcosa, presto inizieremo a lavorare in un ospedale, e a operare in un centro per vittime di violenza come queste. Vi aggiorno appena iniziamo questa nuova sfida; grazie amici, per permetterci di fare la differenza anche qui.

Laura


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