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24 maggio 2012

Rinnovo del visto

Due mesi sono passati, me lo dice il visto per l’Etiopia, che ha bisogno di essere rinnovato. Purtroppo (o per fortuna) il rinnovo deve essere fatto in Italia, occasione per rivedere la famiglia, gli amici, ed andare indietro con il pensiero su quello che sono stati questi due primi mesi ad Imey.

Imey è una cittadina di qualche migliaia di anime, una altura appena accennata ricoperta di capanne in fango e paglia.

Tutto intorno deserto di sabbia, rocce ed arbusti spinosi. A tre km il fiume Shebele e, al di là di questo, la Imey di occidente, di poco più grande e sviluppata. Benché la presenza di MSF sia su entrambi i lati del fiume, ci concentriamo soprattutto sul lato orientale, ove, prima dell’arrivo di MSF, non c’era alcuna struttura sanitaria.

Ora, invece, la popolazione può avere accesso alle cure di base in un piccolo ospedale semi-permanente (tende e capanne).

Oltre agli abitanti del villaggio, il nostro obiettivo e di fornire cure gratuite anche a quella parte della popolazione, e non è poca (stime parlano di 100.000 persone su entrambi i lati del fiume), che vive sparpagliata sul territorio dedicandosi alla pastorizia. Un vento costante spazza la pianura, ed asciuga progressivamente le riserve d’acqua che si accumulano durante la stagione delle piogge.

La pelle si screpola, le labbra si spaccano, gli occhi si arrossano.

Anche le persone del posto vacillano sotto il sole. Lavorare in queste condizioni costa fatica, così come il solo fatto di vivere. Sorprendentemente però non ci sono state, per il momento, grosse emergenze, il che mi ha permesso di entrare poco per volta nella routine, non priva di imprevisti, di Imey.


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