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DONA ORA
11 giugno 2012

Priorità

Ciao,
sono passati due mesi e il primo aggettivo che mi viene in mente per descriverli è…difficili.

Le condizioni di vita sicuramente fanno la loro parte: Imi è una cittadina di qualche migliaia di anime, ricoperta di capanne in fango e paglia.

Tutto intorno deserto di sabbia, rocce e arbusti spinosi. Prima dell’arrivo di MSF, non c’era alcuna struttura sanitaria. Ora, invece, la popolazione può avere accesso gratuito alle cure di base in un piccolo ospedale semi-permanente.

Quello che più mi spiazza è che i bisogni sembrano non finire mai e le risorse sono sempre limitate.

La soluzione di questa equazione si chiama “priorità”, facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Proprio ieri mi sono occupato del caso di una donna in travaglio, che non smetteva di sanguinare. La mia collega ostetrica dice sempre “La gravidanza non è una malattia, nessuna donna dovrebbe mai morire di parto”, un messaggio tanto semplice quanto veritiero.

Nella realtà di Imi, purtroppo però, morire di parto è all’ordine del giorno, per questo la salute delle donne è in cima ai nostri pensieri.
L’equipe di ostetriche si sta dando da fare per incontrare il maggior numero di donne possibile e convincerle a parto rire in ospedale, o almeno a farsi seguire durante la gravidanza, in modo da identificare in tempo quelle più a rischio.

Gli sforzi stanno dando i primi risultati e ci aspettiamo che il numero di parti in ospedale raddoppi nei prossimi mesi. Nelle ultime settimane, inoltre, stiamo riscontrando sempre più casi di morbillo e a volte, purtroppo, anche decessi. Il morbillo può essere mortale, spesso lo si dimentica.

Prima di questa missione, le mie esperienze in materia risalivano alla campagna di vaccinazio ne dello scorso anno, in Repubblica Democratica del Congo, ma non mi ero ancora imbattuto in situazioni gravi.

Recentemente abbiamo ricoverato una bimba, non più tanto piccola, in terapia intensiva, per via di una gravissima polmonite, complicanza del morbillo.

Ha avuto bisogno di ossigeno per due giorni interi, ma alla fine ce l’ha fatta!

Dopo il suo caso, con la mia equipe abbiamo deciso di vaccinare tutti i bambini del villaggio, per prevenire la diffusione dell’epidemia, che ora sembra sotto controllo. Ma bisogna restare vigili.

Vi darò presto altre mie notizie e vi aggiornerò sui progressi del progetto. Voglio che sappiate che è proprio grazie a chi sostiene il mio lavoro che riesco a farmi forza nei momenti più difficili.

Grazie di cuore per essermi vicino.

A presto,

Edoardo

P S: Continuate a credere nel nostro lavoro. Medici Senza Frontiere sta facendo la differenza in questa terra dimenticata. E questo anche grazie al vostro sostegno costante.


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