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30 ottobre 2012

Pensando a Dadaab

Dopo una pausa in Italia, tra qualche giorno sarò di nuovo in missione, anche se con il pensiero non ho mai lasciato veramente Dadaab.

Mi sono mancati i suoi colori, le serate seduta sotto il cielo stellato dell’Africa, con gli amici che non ritroverò al mio ritorno e le notizie rincuoranti sui nostri pazienti.

Per questo, anche se lontana, sono stata sempre in contatto con la collega che mi ha sostituita: ho seguito le evacuazioni del personale dal posto, le sue preoccupazioni, i problemi, il coprifuoco, le difficoltà dello staff locale.

Ma ho ricevuto anche belle notizie, una di quelle che mi ha dato più gioia, è che:

in un anno siamo riusciti a ridurre la malnutrizione globale acuta dei bambini tra i 6 mesi e i 10 anni di ben venti volte.

Un buon risultato, no? Certo, non ci sono ancora le condizioni accettabili, ma è un ulteriore incoraggiamento, soprattutto per me che sto per tornare. Risultati come questi mi caricano ancora di più di energia positiva e di voglia di fare.

Torno piena di entusiasmo, anche i miei amici qui se ne sono accorti: mi dicono che ho una luce diversa negli occhi e io so che è luce dei sorrisi di Dadaab, quelli dei bambini che ricominciano a mangiare, di chi riacquista speranze di vita, dei colleghi distrutti dopo aver fatto qualcosa di buono.

Ho saputo che, a oggi, i rifugiati ospiti del campo sono arrivati a più di 460.000 e migliaia ancora non registrati, per la maggior parte donne, bambini e anziani.

Lì al campo stanno facendo il possibile perché tutti ricevano le cure di primo e secondo livello di cui hanno bisogno, uno screening medico all’arrivo, cibo e riparo. Il violento conflitto in Somalia continua a spingere da noi tantissime persone in cerca di protezione e assistenza, anche se proprio a causa delle continue violenze l’organizzazione degli aiuti sta diventando sempre più difficile da gestire.

Per fortuna noi di Medici Senza Frontiere non abbassiamo la guardia e stiamo continuando a fare del nostro meglio perché le cose cambino. Anche, e soprattutto, grazie al tuo aiuto.So che mi aspetta un duro lavoro e che dobbiamo mettercela tutta per affrontare questa drammatica situazione. Ma so che ce la posso fare perché una delle mie forze più grandi sono le persone come te: la vostra presenza al mio fianco mi aiuta ogni giorno ad affrontare le prossime sfide.

Grazie!

Continuate a credere nel mio lavoro.

Ciao a tutti!

Sara


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