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DONA ORA
28 maggio 2013

Non finisce qui

Carissimi sostenitori,

ho lasciato Dadaab con un groppo alla gola. Mentre l’elica del nostro elicottero iniziava a girare, non sono riuscita a trattenere le lacrime. Il polverone rosso che si era sollevato nascondeva alla vista i colleghi somali e kenioti venuti a salutarmi. Poi siamo partiti, e l’edificio in cui ho passato tanti mesi è diventato sempre più piccolo, fino a sparire.

La nostra vita con Medici Senza Frontiere è questa: viviamo esperienze intense per mesi che sembrano anni, stringiamo legami con colleghi da tutto il mondo, che forse non incontreremo più, incrociamo le nostre esistenze con quelle di tante persone diverse.

E anche stavolta torno a casa un po’ diversa, dentro di me tante immagini che non dimenticherò: il mio ufficio, il caldo opprimente, il lavoro senza sosta, i colori del cielo, la stanchezza e la  soddisfazione.
Tra i ricordi che riporto con me ci sono l’affetto e la vicinanza di voi Sostenitori.

I miei colleghi da Roma mi hanno fatto avere tante lettere, tante parole di sostegno che sono state la mia benzina nei momenti in cui pensavo di non farcela, tanto era il lavoro. Ogni volta, il vostro calore ha saputo cancellare la stanchezza.

La vostra fiducia nel nostro lavoro ci ricorda l’importanza di quello che facciamo e ci dà una grande grinta.

Con affetto e gratitudine,

Sara

P.S. Ora che la mia missione in Kenya è finita e sto partendo per il Myanmar, voglio presentarvi la mia collega Laura.
Da oggi sarà lei a scrivervi: riceverete le sue lettere dalla Papua N uova Guinea, dove sarà impegnata come capo progetto.
Laura porterà assistenza alle donne vittime di violenze sessuali, e avrà bisogno di tutti voi.
Sono certa che saprete darle lo stesso prezioso sostegno che avete dato a me in questi mesi.


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