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4 agosto 2015

La mia estate a Kabul.

L’estate ha ormai raggiunto Kabul e l’Afghanistan. Qui l’estate porta con sé non solo il caldo e la polvere ma soprattutto la guerra ed in queste ultime settimane l‘Afghanistan è sempre sui giornali internazionali.

Oggi vi racconto la storia di 170 famiglie che a causa della guerra hanno dovuto abbandonare le loro case in Kapisa, a nord di Kabul. La situazione è molto tesa e diventa sempre più difficile per la popolazione trovare rifugio. Non appena finito l’inverno e le temperature rigide, hanno raccolto ciò che era rimasto intatto dei loro averi e sono fuggiti alla volta di Kabul.

Cercavano un posto sicuro dove potersi fermare lontano dalle bombe, dai ribelli e dalla fame. Queste 170 famiglie di poveri non possono permettersi di comprare o affittare terre e appartamenti a Kabul, per cui si sono dovuti fermare alle porte della città. Qui hanno costruito una tendopoli per avere protezione dal sole ma mancano tutte le necessità primarie per una vita dignitosa: acqua, cibo, accesso a servizi sanitari e cure mediche.

Siamo stati informati dalla comunità della presenza di queste 170 famiglie alle porte della città e abbiamo deciso di intervenire con le cliniche mobili. Oggi, grazie al vostro aiuto, queste famiglie hanno ricevuto cure mediche e vaccinazioni, accesso a servizi sanitari e soprattutto, acqua potabile. Purtroppo quello che possiamo fare è solo una goccia in un mare, ma vedere il sorriso di queste famiglie ci fa capire che non tutto è senza speranza.

Andrea


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