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21 ottobre 2014

Il nostro ospedale è l’unica speranza

Qui in Niger il tempo sembra assumere un altro significato e il vostro sostegno è una certezza tra le mille incertezze di questi luoghi.

Qui le persone vivono e muoiono per un capriccio del clima: i periodi di siccità si ripetono ciclicamente, provocando carestie che hanno effetti devastanti sulla popolazione.

Come sempre, i primi a pagarne le conseguenze sono i bambini, e non è difficile rendersene conto: sono magrissimi, deboli. Ogni giorno vedo nei loro occhi grandi tutta la tragica sofferenza che provano.

Come Labira, una bimba di 6 mesi arrivata da noi in gravi condizioni. Pesava solo 5 kg, aveva la malaria con febbre, diarrea, vomito e un’infezione respiratoria. L’abbiamo portata di corsa in ospedale con la mamma Rachida. Rischiava la vita e aveva bisogno di cure urgenti. Il giorno dopo sono tornato a vedere le sue condizioni.
Lo staff medico aveva immediatamente iniziato il trattamento nutrizionale, antimalarico e antibiotico. Le sue condizioni sono ancora gravi e ci vorrà del tempo affinché guarisca, ma è in buone mani ed è sotto controllo costante dei nostri medici.

In questo momento, migliaia di piccoli pazienti come Labira giungono nei nostri ospedali e so che ce ne saranno sempre di più nei prossimi mesi.

Continuiamo a fare il possibile per fronteggiare l’emergenza del picco di malnutrizione. Ma non sappiamo ancora cosa succederà…

È in casi come questi che sento più forte il desiderio di ringraziarvi, perché con la vostra donazione regolare avete scelto di esserci sempre, anche e soprattutto nei momenti più difficili.

Un abbraccio e a presto.


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