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DONA ORA
28 agosto 2014

I bambini non nascono sotto i cavoli ma nei campi di fagioli

Clicca qui per guardare il fotoracconto di Annalisa.
Oggi vi racconto una storia diversa.

É l’ultimo giorno di visite della settimana e stiamo andando al centro di salute di Butaganzwa.

Sappiamo già che ci sono una decina di donne ad aspettarci per essere visitate.Siamo quasi arrivati ma ci chiedono di fermarci.
Una donna sta per partorire in un campo ai margini della strada e ha bisogno di essere accompagnata al centro di salute il prima possibile.Prendo la valigia con tutto il kit di soccorso e insieme a Pascasie, mia adoratissima promotrice della salute, corriamo dalla donna.
Nessuna assistenza al travaglio: il bambino é già nato! Anzi la bambina. Piccina piccina!
La mamma si é ammalata di malaria qualche mese fa e la piccola ne ha risentito.Tagliamo il  cordone ombelicale e liberiamo la mamma dalla placenta. Un’ amica l’aiuta a cambiarsi la gonna mentre la ripuliamo dalle ultime tracce di sangue.
Tutto lì. Nel campo di fagioli.É stupendo. É stupendamente assurdo. A volte mi ritrovo a fare cose con una naturalezza che stupisce. Me soprattutto.“É rispecchiandosi in chi è diverso da lui che l’ uomo scopre la propria identità e accetta la propria diversità.”
Non mi ricordo più chi é stato il primo a dirlo. Ma io ve lo ripeto.Approfittando della presenza di un fotografo nell’equipe, ho chiesto di registrare questo momento per poterlo condividere con voi (guarda il fotoracconto)

Vi saluto così, con questo piccolo regalo, ringraziandovi… perché anche voi siete parte di questo miracolo.

Con affetto,
Annalisa


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