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28 maggio 2013

È un nuovo inizio

Cari amici,

finalmente ce l’abbiamo fatta! A due settimane dalla chiusura del progetto, due settimane dalla fine della mia missione (14 lunghi mesi), siamo riusciti a trasferire le attività nel nuovo ospedale.
Non più tende, ma un edificio vero, in muratura. Non più brande i  bambù, ma letti in metallo. Nuovo centro nutrizionale, nuova maternità e un piccolo reparto per le emergenze, con annesso ricovero e ambulanza per i casi più complicati.

Dopo tanti sforzi, vederlo finalmente realizzato è emozionante.

Ora gli infermieri che hanno lavorato con noi e che abbiamo formato dovranno gestirlo autonomamente. Alla mia partenza non ci sarà alcun medico nel raggio di 200 km. Faccio loro i miei più sinceri auguri.
Non dimenticherò mai Imi, le notti limpide stellate e il sole ardente, le tempeste di sabbia e le litanie della moschea, le notti passate a gestire un parto complicato e le facce dei bambini al centro nutrizionale (decine? centinaia?).

E poi le tante vite salvate con le campagne contro il morbillo, la pertosse, la tubercolosi.

In ogni momento della missione vi ho sentiti vicini e ho avuto la meravigliosa sensazione di poter concretizzare il nostro sogno comune di rendere il mondo almeno un po’ migliore.

La popolazione di Imi ci è grata per quello che abbiamo fatto e che lasciamo: un nuovo ospedale con acqua ed elettricità, personale qualificato, farmaci.

E io ringrazio voi con affetto,

Edoardo

P.S. Ora che l a mia missione è finita e mi preparo per la prossima, voglio presentarvi il mio collega Miguel.
Da oggi sarà lui a scrivervi dal campo: come me in questi mesi, avrà bisogno di tutto i l vostro supporto.
Sono certo che saprete essere al suo fianco come avete fatto con me.


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