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25 luglio 2012

Dadaab-Roma andata e…ritorno

Ho lasciato Dadaab con un gran magone dentro, ho abbracciato il mio staff 5 minuti prima di andare verso la piccola pista perché per motivi di sicurezza non ho potuto avvisarli prima. Appena uscita dall’alto cancello circondato dal filo spinato, sulla gip che correva in mezzo al deserto, scortata dall’altra nostra gip, non sono riuscita a trattenere le lacrime.

Ho abbracciato Abu, il braccio destro del nostro coordinatore, il saggio che ci aiuta a far sì che i rapporti con la comunità locale vadano avanti senza problemi, davanti al piccolo aereo che mi avrebbe portata a Nairobi.

Quando ha preso il volo ho visto ancora una volta Dadaab dall’alto, le tende dei campi rifugiati e intorno il rosso della terra deserta e qualche albero spinoso.

Sognavo un po’ di riposo, il mare dell’Italia, le vacanze, i miei amici, il cibo di qui…
Mi sto godendo questo tempo, ma da quando sono a casa, ogni notte sogno la missione, il lavoro, i colleghi, i problemi da risolvere…. e ogni giorno sono in contatto con chi è rimasto là, seguo le loro evacuazioni, i loro problemi di sicurezza, le loro ansie, i risultati delle cure somministrate ai pazienti del nostro ospedale.

Mi sento ancora a Dadaab, le emozioni che ti regala sono troppi forti ed intense per essere messe da parte in poche settimane.

E sono in attesa di ritornarvi, per andare avanti con il lavoro che ho iniziato, per coltivare i rapporti umani con lo staff locale che ho avuto la fortuna di intraprendere nei mesi scorsi, per dare il mio piccolo contributo al grande lavoro dal valore immenso che MSF fa in un posto che da qui sembra così sperduto e lontano!

Ma sono sicura che, come a marzo, anche a settembre,  appena vi atterrerò, tutte le paure e tutti i disagi si dissolveranno nuovamente  e prevarranno l’entusiasmo e la gioia di essere ancora una volta nel cuore pulsante della nostra associazione, a fianco dei nostri beneficiari e del nostro numerosissimo staff che tanto si da da fare per loro.

Ciao a tutti!


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