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DONA ORA
31 luglio 2013

Curare le donne vittime di violenza

Carissimi amici,
Ancora un grazie speciale per i bellissimi messaggi che continuano ad arrivarmi, sento davvero molta empatia e vicinanza venire dalle vostre parole e questo mi è di grandissimo conforto.

Il progetto continua a crescere e con lui il numero di pazienti che riceviamo. Il nostro team medico ha ricevuto un giorno una donna incinta di 3 mesi che è stata picchiata dal marito, con pugni e colpi anche sul ventre.  I colpi hanno indotto un aborto.

Viveva solo qualche casa più in là, e quando è riuscita ad arrivare era così debole da non reggersi in piedi.

La vicinanza della clinica è stata per lei di gran sollievo, era così fragile che non avrebbe avuto forze per arrivare nemmeno alla fermata del bus.

Casi come il suo sono frequenti, e il lavoro è molto e delicato. Un altro giorno abbiamo dovuto assistere una bimba di soli 3 anni, sembra impossibile che la violenza non risparmi un fiore così giovane e fragile.

I bisogni sono ovunque. Stiamo cercando di aprire collaborazioni con nuove strutture mediche sia qui a Port Moresby sia in altre regioni più remote, dove l’accesso all’assistenza medica è ancora più arduo per la popolazione.

Pare strano a dirsi, ma più si acquisisce coscienza dei veri bisogni che esistono nel paese e più si sentiamo, nel team, l’ottimismo serpeggiare:

non è nient’altro che la voglia di fare e di assistere chi là fuori attende.

Grazie di cuore per aiutarci a rendere questo possibile.

Un abbraccio a tutti!

Laura


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