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7 maggio 2013

Con le valigie pronte

Ciao a tutti!
Mi chiamo Miguel, sono infermiere e sostituisco Edoardo per il prossimo anno su questo blog che voi ben conoscete. Un saluto speciale a Edoardo che tramite le sue lettere ci ha fatto vivere da vicino la sua esperienza.

Sono in partenza per la Colombia, i miei bagagli sono pronti, le vaccinazioni in ordine e i libri di medicina/infermieristica che mi accompagnano in qualunque missione ci sono.

Ho accolto la notizia del progetto in Colombia con una felicità immensa, per me vuol dire avvicinarmi al continente delle mie origini e lavorare con la lingua che adoro. Ho avuto la fortuna di conoscere la Colombia tanti anni fa, ero un adolescente, andai a trovare dei cugini che abitavano là e poi due dei miei fratelli ci sono nati, capite bene che tornarci adesso mi riempie di gioia! L’esperienza fu bellissima, i posti che abbiamo visitato erano favolosi e la gente davvero accogliente.

Questa volta però ci vado in altra veste e quindi le curiosità sono ben diverse: come sarà l’impatto con la realtà del progetto? Sarò all’altezza del mio compito? Piacerò alle persone che andiamo a curare? Mi rendo conto che sembrino domande banali, anche perché prima di partire si discute del progetto a 360° gradi, viene fornita tutta la documentazione possibile e, ovviamente, qualunque dubbio viene affrontato e sviscerato per arrivare sul posto e avere le idee chiare. Tutto giusto, ma la verità è che finché non entri in contatto con la tua nuova realtà, con i suoni, i colori, gli odori, gli sguardi, le strette di mano e i sorrisi non ci sei ancora; è un momento speciale conosci i tuoi nuovi colleghi, tutte le persone con cui per un lungo periodo condividerai non solo le ore di lavoro, ma gran parte delle tue emozioni, dei tuoi stati d’animo, del tuo vivere.

In quel preciso momento ti guardi dentro e tutto quello che hai deciso di fare ha dei contorni netti e precisi, si accende una luce e capisci esattamente quale privilegio assoluto sia essere lì.

Permettetemi di ringraziare tutti i colleghi di Roma che mi hanno dato la grande opportunità di raccontarvi la mia esperienza, e di ringraziare i colleghi di lavoro “in corsia” con cui ho lavorato in Italia. In particolar modo il personale del Pronto Soccorso di Pontedera e i colleghi della Rianimazione Pediatrica che lavorano in un reparto davvero impegnativo con una professionalità assoluta. Mando a tutti un abbraccio immenso, la prossima volta che vi scrivo sarà dalla mia adorata America Latina.

Miguel


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