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18 luglio 2012

Alluvione

Da un estremo all’altro. Pochi giorni di pioggia sono stati sufficienti a far straripare il fiume.
L’ampia pianura si è trasformata in un acquitrino e, altrettanto velocemente, il fronte acquoso si è minacciosamente avvicinato all’ospedale, fino ad invaderne una parte.
Era un sabato pomeriggio, ufficialmente giorno di riposo, ma mi trovavo in un ufficio, come spesso mi capita.

Presto, arriva l’acqua, bisogna spostare i malati!

Fortunatamente non si trattava di un’onda impetuosa, ma di una marea dal lento e costante intercedere. Abbiamo dovuto spostare venti letti, e altrettanti pazienti, tutti malati di tubercolosi, per sistemarli alla bell’e meglio sotto un’unica tenda.

Infermieri, autisti, guardiani, somali, etiopi e stranieri, personale di turno e non di turno, mai come in quell’occasione si è lavorato tutti insieme.

Anche i malati davano una mano!

Ciao a tutti a presto!


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